sabato 8 marzo 2014

Semifreddo di vaniglia e barolo chinato, con coulis calda di lamponi e spuma al basilico per "UnlampoNelCuore"


Tutto è nato da qui, da questo post di Anna Maria Pellegrino, persona che stimo, donna di profondo spessore, che ha portato alla luce frammenti di morti impunite, brandelli di guerra insensata. Un pugno dritto in faccia, assestato bene. Perché le coscienze bisogna scuoterle. E Alessandra Gennaro ha colto la palla e rilanciato. E tante amiche le hanno dato una mano.
E' stato sotto gli occhi di tutti. Ce lo siamo lasciato scorrere accanto. Il massacro perpetrato ai danni della popolazione musulmano-bosniaca fra il 10 e il 19 luglio del 1995 nell'enclave di Srebrenica. Come si fa? Come si può? Eppure è successo. A pochi chilometri dalle nostre case tranquille, dalla nostra routine quotidiana, in quella Jugoslavia dove indugiavamo in vacanza sino a poco tempo prima, migliaia di uomini, ragazzi e bambini sono stati trucidati, torturati, uccisi. In nome di cosa? Per quale motivo? Perché erano capaci di combattere, perché rappresentavano una potenziale minaccia per le truppe nemiche.  
Tutti uomini, si dice. Adulti e ragazzi. Ma mancano all'appello anche centinaia di donne e bambini. Quante vittime? 8000? 10000? Forse di più. Chi li ha difesi? Nessuno. Neanche chi era deputato a farlo. Le truppe dell'ONU e quelle olandesi non intervennero di fronte a quella spietata forma di pulizia etnica. Inerti, passive, spettatrici. Perché? Non è dato sapere. Perché Srebrenica è stata merce di scambio, si dice, territorio ceduto. Ci sono domande che non hanno avuto risposta. Quali sono gli altri responsabili, a parte gli efferati aguzzini? Hanno pagato per i loro crimini? Nell'enclave di Srebrenica, quella che doveva essere una zona protetta, è stato fatto scempio di civili sterminati in nome di una guerra assurda. Enclave protetta da chi? E non che prima si vivesse bene a Srebenica. Immaginiamo una comunità segregata, asserragliata, incapace di difendersi, senza cibo, acqua, medicine. E senza armi per difendersi. Perché c'era l'embargo. Già, l'embargo voluto da altre nazioni. Quando le stalle si chiudono una volta usciti i buoi. L'ennesima beffa. E intorno, tutt'intorno, la guerra, per chi le armi ce l'aveva. In cambio, una vaga promessa di protezione che alla fine deve essere risuonata come minaccia. 
I bambini fanno domande, chiedono, quando non capiscono. Quanti interrogativi avranno attraversato la mente di tante giovani vittime prima del massacro? Perché mamma? Perché? Che risposte diamo a quelle giovani vite straziate. Chi risponde?
Le donne di Bratunac e Srebrenica, sopravvissute a quel genocidio, hanno ripiegato maniche e dolore e si sono rialzate. Come tante donne sanno fare, con quella capacità tutta al femminile di resistere, lottare, andare avanti. Nonostante l'orrore. Nonostante il cuore che da tanto dolore finisci per non sentirlo più, nonostante i ricordi che lacerano. La Cooperativa Agricola Insieme nasce nel 2003 dal lavoro di quelle donne e dalla loro volontà di andare avanti. Di farcela. Nonostante l'orrore. Nonostante i corpi dei loro cari che ancora reclamano degna sepoltura. Queste donne coltivano lamponi di pace, nel rispetto della tradizione rurale delle loro terre. A dispetto dell'orrore che non le abbandonerà mai. Perché la storia ci insegni ancora una volta che i germogli di pace resistono al freddo, alle intemperie, alla cecità degli uomini che a tutt'oggi vogliono la guerra. Invadono, saccheggiano, stuprano, massacrano, uccidono. La guerra distrugge, laddove la vita, ogni giorno, dà alla luce. A dispetto dell'orrore. Sappiatelo, signori della guerra, cui la storia sembra non aver insegnato nulla. I germogli di pace sono più forti di voi. 

Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" della Cooperativa Agricola Insieme, nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".


I prodotti della Cooperativa Agricola Insieme
- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confine.
 I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;
-  nel milanese vengono distribuiti da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;
- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.

Per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace è in assortimento solo nel canale iper:
ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA'
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI

ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

Tutte le informazioni sulla storia della cooperativa, sui criteri che ispirano le loro colture, sull'evoluzione del progetto sono quinelle varie sezioni in cui è articolato il materiale.   

SEMIFREDDO DI VANIGLIA E BAROLO CHINATO, CON COULIS CALDA DI LAMPONI E SPUMA AL BASILICO



Per il semifreddo:
Dosi per 6 pirottini
5 tuorli
250 g di panna liquida
4 cucchiai di zucchero di canna biologico
1/2 stecca di vaniglia bourbon
40 g di barolo chinato
Montare bene i tuorli con lo zucchero e i semini della stecca di vaniglia ('slegarli' con un po' di zucchero prima di aggiungerli alle uova). Unire il barolo chinato. A parte montare la panna e unirla delicatamente al composto che distribuirete in pirottini singoli. Passare in frigorifero e quando sono ben freddi, metterli in freezer.

Per il coulis di lamponi
320 g di lamponi
4 cucchiai rasi di zucchero a velo
Frullare nel mixer i lamponi con lo zucchero. Filtrarli con uno chinois. Se non si utilizza subito il coulis, coprirlo con pellicola a contatto e riporlo in frigo.

Per la clorofilla di basilico
Per 2 cucchiaini di clorofilla
80 g di basilico
190 g di acqua
Frullare il basilico con l'acqua. Filtrarlo e metterlo in un pentolino a bollire. Alzare la fiamma fino a raggiungere la temperatura di 60 °C, mescolando continuamente. Abbassare e attendere la formazione in superficie della clorofilla (intorno ai 65-68 °C). Filtrare su un colino a maglia fine rivestito di garza e appoggiato a diretto contatto con il ghiaccio. Raccogliere la clorofilla ottenuta. Se non si utilizza subito, riporre in frigo con la pellicola a contatto.


Per la spuma
2 cucchiaini di clorofilla al basilico
200 g di panna liquida
1 cucchiaino raso di zucchero a velo
Unire la clorofilla alla panna. Unire lo zucchero. Filtrare in composto con un colino a maglia fine e inserirlo nel sifone. Chiudere, agitare e inserire una cartuccia (ho utilizzato un sifone da 0,5 l). Agitare ancora e riporre in frigo a testa in giù per un paio d'ore, scuotendo il sifone di tanto in tanto.

Togliere il semifreddo dal freezer quindici minuti prima di servirlo. Scaldare il coulis. Metterlo a specchio sul piatto, disporre sopra o di lato il semifreddo, guarnire con la spuma al basilico, qualche lampone e una fogliolina di basilico.


54 commenti:

  1. Brividi Sabina, e ancora una volta leggendo certe parole ti viene da chiudere gli occhi perchè incapace di accettare tanto orrore. E ci si chiede come possano averlo fatto loro, queste donne che hanno avuto sotto gli occhi l'incubo fatto realtà. Oggi mi sento un granello che insieme a tutte voi possa diventare una colonna forte su cui si pongano le opportunità vere per queste donne. Bello Sabi. Grazie. Pat

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    1. Mi sento anch'io così Patty ed è una sensazione stupenda. Grazie a te. Solidarietà e unione sono una forza ed è bello tornare a crederci. Sxxx

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  2. Un dolce raffinatissimo, e parole profonde e piene, per scuotere gli animi di fronte a tanto dolore.. Oggi però è giusto "alzare le voci" in un unico Cuore (di lamponi, ma pur sempre cuore)
    Grazie

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    1. Grazie a te Cinzia, anche per le tue parole. Per scuotere gli animi ci vuole il buono della vita e un coro di voci. Ti abbraccio

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  3. Risposte
    1. Grazie Shamira, grazie di cuore.

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  4. Dobbiamo continuare a crederci, anche contro ad ogni evidenza, che un mondo piu' giusto sia possibile. Scegliere la pace. Sempre. Grazie per esserci stata, sorellina. Grazie per queste parole, che io non ho nemmeno voluto cominciare a cercare.

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    1. Grazie a te sorellina, per tutto quello che hai e avete fatto in questi giorni. Te l'ho scritto anche di là: le parole le hai trovate, non ho mai letto niente di più bello e sei stata capace di cercarlo. Grazie ancora. Ti abbraccio

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