E poi la giornata è cominciata con un gran pianto. Era da tempo che i miei dovevano dirmi una cosa e io subodorando la situazione svicolavo. Non ho più voglia di soffrire, rifuggo dal dolore come si fugge dalla peste. Ormai quasi tutti avrete capito che poco meno di un anno fa ci ha colpito un grave lutto. La ricorrenza si sta avvicinando e i miei hanno voluto fare un gesto simbolico in favore di mia figlia...un gesto bellissimo che inevitabilmente ha risvegliato tutto il dolore che è in me. Ma piangere fa bene e quindi dovrei sentirmi benissimo ora!!!! Insomma....
mercoledì 28 settembre 2011
Orecchiette con finocchietto selvatico e patate...una ricetta, una lacrima, un ricordo
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martedì 27 settembre 2011
Frittata con caciocavallo, patate, pomodori secchi e pinoli tostati...cosa c'è in frigo oggi?
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domenica 25 settembre 2011
Crostata di ricotta, cannella, pinoli tostati e marmellata d'arancia...una ricetta, una storia!
Più lavoro a questo blog e più mi convinco che il suo sottotitolo sarebbe dovuto essere "una ricetta, una storia", più che "ricette, ricordi, riflessioni". Ma visto che non sempre avrò tempo di raccontare e magari posterò qualche ricetta 'silenziosa', lascerò il sottotitolo originario.
Un mio collega perito del Tribunale, che ringrazio in modo particolare perché è a dieta, con tutta la buona volontà del caso mi ha scritto una lunghissima e-mail donandomi un menu completo nella più rigorosa tradizione lucana. Non è facile parlare di cibo quando si è a dieta, quindi ... grazie Luigi! Con lui ci siamo conosciuti ad un'udienza di un maxi processo per cui abbiamo lavorato come trascrittore lui e traduttrice io. Siete mai stati ad un'udienza per un maxi processo??? In uno dei prossimi post ve ne parlerò.
Non era la mia prima volta a Piazzale Clodio. Ricordo che tanti, ma tanti anni fa ho prestato testimonianza a favore di una signora che era stata investita in centro. La persona che l'aveva investiva era un signore di una certa età che l'aveva urtata in una viuzza affollata facendola cadere mentre lei era intenta a guardare una vetrina proprio accanto a me. Non si era accorto di nulla e quando me lo sono ritrovato davanti al processo e il presidente mi ha chiesto: "E' lui? Lo riconosce?", confesso che mi ha fatto una gran pena. Quel giorno poi ero febbricitante, in Tribunale sentivo un freddo pazzesco, l'udienza è slittata di ore e nel pomeriggio avevo un treno per Milano dove dovevo aggiungere il mio boyfriend di allora, un ragazzo di Somma Lombardo che studiava alla Cattolica di Milano e che era....sostenitore della neonata Lega Nord. E qui devo trattenermi dall'esprimere qualsiasi commento...comunque con questo tipo non è durata tanto e le premesse per cui finisse c'erano tutte....capite a me!!! Ricordo che sulla prima pagina dei suoi libri di diritto campeggiavano adesivi di Alberto da Giussano. La sera sono arrivata alla stazione di Milano incimurrita, pallida e arrancante. E dall'espressione del suo viso sono certa che si sarà chiesto: "Ma dov'è la bella ragazza abbronzata e smagliante che ho conosciuto quest'estate in Sardegna???". Beh comunque anch'io mi sono chiesta dove erano finiti i suoi bei riccioli biondi che teneva spesso legati con un cerchietto. E quanto a pallore pure lui non scherzava!!! Per una settimana ho arrancato dietro ai suoi ritmi assurdi e poco attenti alla mia salute e il romanticismo se n'è andato a quel paese... Tanti anni dopo sono andata a Piacenza per fare un corso di Trados, un software per traduttori. E chi mi sono ritrovata davanti sul corso???
Ma quella non è stata l'unica sorpresa che mi ha colta a Piacenza in quel week-end di formazione...
giovedì 22 settembre 2011
Polpettine con olive taggiasche, caciocavallo e scorza di limone su salsa di pomodoro fresco...finger food-tapa, olé!
Adoro la Spagna, conoscete ormai il mio amore per il flamenco, per la cucina spagnola, per la gente, ma ci sono cose che ad alcuni spagnoli non perdono. Il maltrattamento degli animali di cui la corrida rappresenta soltanto l'acme. In Spagna ci sono decine e decine di feste che prevedono il sacrificio cruento di animali, la loro sofferenza gratuita e questo non posso tollerarlo. E poi la cementificazione selvaggia. Certo, noi non siamo da meno, ma in questo settore loro forse sono un'anticchia avanti a noi. Quello che ho visto in Catalogna, sulle coste spagnole, in certe città della Spagna, grida vendetta. Una delle città più brutte in cui sia mai stata in vita mia è Lerida. Un incubo. Credetemi se vi dico che a volte sogno scenari che la richiamano. E poi c'è la Spagna che amo. Il calore della gente, l'atmosfera che si respira (anche se le cose stanno cambiando anche lì, ahimé), il fermento. Così anche in Catalogna ho trovato i miei luoghi del cuore. Tarragona, Girona, Besalu, Cadaques e Figueres, la città di Dalì, dove siamo arrivati la prima sera da Roma, distrutti da un viaggio che ha previsto un piccolo allungamento a Parma prima di deviare verso la Francia. Eh sì, perché il mio compagno non è dotato di alcun senso dell'orientamento ed in macchina sono anni che faccio il secondo pilota. Mie piccole distrazioni ci sono costate decine e decine di chilometri in più. E' un attimo, ti distrai e lui imbocca l'uscita sbagliata. Una mina vagante. Ora che ha il motorino però, almeno in città, è diventato una scheggia e a volte mi stupisce per come riesce ad orientarsi!
Così in quel Ferragosto, non so come, ci siamo ritrovati a Parma. E la nostra Punto ha iniziato a ribellarsi. Si è fermata prima in un Autogrill francese. Due baldi giovani ci hanno spinto. Io ero lì a braccia conserte che li guardavo mentre si apprestavano a spingere la nostra macchina con le mani appoggiate sul portabagagli. D'un tratto si girano e mi guardano con un'espressione di disappunto che voleva pressappoco dire: "Principessina sul pisello non vieni a spingere anche tu con noi?". Accidenti quanto pesa una macchina, non credevo!!! E poi, arrivati a Figueres, la Punto non ne ha più voluto sapere, si è ammutinata. Ora, sapete quant'è difficile rimettere in moto una macchina, perlomeno io ho sempre fatto cilecca. Non mi viene quella manovra che consiste nel mettere a folle l'auto mentre il malcapitato di turno ti spinge, ingranare ad un certo punto la seconda e mollarla all'improvviso...non mi viene, non c'è nulla da fare! E non mi è venuta neanche a Figueres. Questo ha fatto sì che dopo centinaia e centinaia di chilometri ci ritrovassimo la sera stanchi, sudati, demoralizzati a spingere in due la Punto fin verso l'albergo. Ma la nostra buona stella ci è venuta in soccorso...
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