mercoledì 28 settembre 2011

Orecchiette con finocchietto selvatico e patate...una ricetta, una lacrima, un ricordo


Oggi ho avuto una giornata del piffero! Ci sono quelle giornate in cui sin dal mattino vorresti dire: "Stop!!! Io scendo qui! Oggi sciopero!". Consegna di un lavoro urgente con intralci burocratici e il cliente che non mi ha avvertita in tempo, mia figlia a casa con la febbre, situazione di emergenza nella sua scuola e conseguente assunzione del ruolo di paladini della giustizia da parte di noi genitori con relativa sonora arrabbiatura ....morale della favola ho appena finito di scrivere un esposto insieme alla rappresentante di classe. Finirà questa giornata? Domenica inoltre si festeggiano 4 compleanni di amici...reduce dal corso con Toni Brancatisano ho appena ventilato la remota possibilità di preparare la torta....era solo un'ipotesi, ma il mio compagno è partito in tromba e ora tutti si aspettano la torta da me. Mi sono leggermente indispettita! Ho chiamato Toni in preda al panico!!! E lei è stata fantastica! Chi mi conosce sa che le sfide mi terrorizzano e mi intrigano al tempo stesso...quindi....farò una figuraccia ma la torta domenica sarà lì, brutta o bella che sia, fatta con le mie manine sante.
E poi la giornata è cominciata con un gran pianto. Era da tempo che i miei dovevano dirmi una cosa e io subodorando la situazione svicolavo. Non ho più voglia di soffrire, rifuggo dal dolore come si fugge dalla peste. Ormai quasi tutti avrete capito che poco meno di un anno fa ci ha colpito un grave lutto. La ricorrenza si sta avvicinando e i miei hanno voluto fare un gesto simbolico in favore di mia figlia...un gesto bellissimo che inevitabilmente ha risvegliato tutto il dolore che è in me. Ma piangere fa bene e quindi dovrei sentirmi benissimo ora!!!! Insomma....

martedì 27 settembre 2011

Frittata con caciocavallo, patate, pomodori secchi e pinoli tostati...cosa c'è in frigo oggi?


Non sono mai riuscita a cucinare con quello che c'è, o perlomeno non ci sono mai riuscita fino a poco tempo fa. Seguivo le ricette con estrema meticolosità mettendo al bando anche la più timida istanza creativa. Mi ritenevo un'ottima esecutrice di ricette e in fondo era quello che il direttore della scuola dove ho iniziato la mia formazione 20 anni fa auspicava per ognuno di noi. Poi tutto è cambiato. Ho frequentato il corso Davvero Cuochi e in una delle ultime lezioni lo Chef Davide Mazza ci ha tirato uno scherzetto. Eravamo pronti a seguire una lezione ortodossa quando notiamo che la dispensa che solitamente ci veniva consegnata all'inizio era scarna di contenuti...una sfoglietta!!! Va bene che si trattava di una lezione sulla decorazione del piatto ma qualcosa ci ha messo in allarme sin dall'inizio....e infatti c'era la magagna. Ora dovrei spiegarvi come è fatto lo Chef. Un giorno, se si decide ad inviarmi una foto, scriverò un post su di lui. Insomma, per farla breve, ci guarda con quel suo sorriso sornione e malandrino, indica le verdure che erano in bella mostra sul piano centrale, apre i frigoriferi e dice: "Avete a disposizione due ore, dovete preparare un primo e un secondo, o un primo e un antipasto, o un secondo e un antipasto a vostra scelta. Questi sono gli ingredienti. Considerate che dovete anche predisporre un assaggio per me. Al vincitore darò un coltello della mia collezione. Prima però voglio parlarvi della pasta frolla che faceva mio padre...". Secondo voi come abbiamo passato la prima ora di lezione mentre lo Chef era intento a  spiegarci biscotti e lingue di gatto??? Era sì una lezione sull'impiatto, ma sull'impiatto di nostre creazioni!!!

domenica 25 settembre 2011

Crostata di ricotta, cannella, pinoli tostati e marmellata d'arancia...una ricetta, una storia!


Più lavoro a questo blog e più mi convinco che il suo sottotitolo sarebbe dovuto essere "una ricetta, una storia", più che "ricette, ricordi, riflessioni". Ma visto che non sempre avrò tempo di raccontare e magari posterò qualche ricetta 'silenziosa', lascerò il sottotitolo originario.
Un mio collega perito del Tribunale, che ringrazio in modo particolare perché è a dieta, con tutta la buona volontà del caso mi ha scritto una lunghissima e-mail donandomi un menu completo nella più rigorosa tradizione lucana. Non è facile parlare di cibo quando si è a dieta, quindi ... grazie Luigi! Con lui ci siamo conosciuti ad un'udienza di un maxi processo per cui abbiamo lavorato come trascrittore lui e traduttrice io. Siete mai stati ad un'udienza per un maxi processo??? In uno dei prossimi post ve ne parlerò.
Non era la mia prima volta a Piazzale Clodio. Ricordo che tanti, ma tanti anni fa ho prestato testimonianza a favore di una signora che era stata investita in centro. La persona che l'aveva investiva era un signore di una certa età che l'aveva urtata in una viuzza affollata facendola cadere mentre lei era intenta a guardare una vetrina proprio accanto a me. Non si era accorto di nulla e quando me lo sono ritrovato davanti al processo e il presidente mi ha chiesto: "E' lui? Lo riconosce?", confesso che mi ha fatto una gran pena. Quel giorno poi ero febbricitante, in Tribunale sentivo un freddo pazzesco, l'udienza è slittata di ore e nel pomeriggio avevo un treno per Milano dove dovevo aggiungere il mio boyfriend di allora, un ragazzo di Somma Lombardo che studiava alla Cattolica di Milano e che era....sostenitore della neonata Lega Nord. E qui devo trattenermi dall'esprimere qualsiasi commento...comunque con questo tipo non è durata tanto e le premesse per cui finisse c'erano tutte....capite a me!!! Ricordo che sulla prima pagina dei suoi libri di diritto campeggiavano adesivi di Alberto da Giussano. La sera sono arrivata alla stazione di Milano incimurrita, pallida e arrancante. E dall'espressione del suo viso sono certa che si sarà chiesto: "Ma dov'è la bella ragazza abbronzata e smagliante che ho conosciuto quest'estate in Sardegna???". Beh comunque anch'io mi sono chiesta dove erano finiti i suoi bei riccioli biondi che teneva spesso legati con un cerchietto. E quanto a pallore pure lui non scherzava!!! Per una settimana ho arrancato dietro ai suoi ritmi assurdi e poco attenti alla mia salute e il romanticismo se n'è andato a quel paese... Tanti anni dopo sono andata a Piacenza per fare un corso di Trados, un software per traduttori. E chi mi sono ritrovata davanti sul corso???
Ma quella non è stata l'unica sorpresa che mi ha colta a Piacenza in quel week-end di formazione...

giovedì 22 settembre 2011

Polpettine con olive taggiasche, caciocavallo e scorza di limone su salsa di pomodoro fresco...finger food-tapa, olé!


Sono una che adora inforchettare, lo ammetto! Non ho nulla contro i finger food, anzi, ma devo confessare che amo soprattutto quelli sostanziosi che richiamano in qualche modo la tradizione...come dire, piccoli arancini, cartoccini di fritti misti, bicchierini di cous cous o riso, piccoli bignè o cannoli siciliani salati. Non mi piacciono i finger food troppo all'avanguardia, non li capisco, confesso la mia ignoranza. Non mi danno soddisfazione. Ecco, direi che la tapa spagnola fa più al caso mio. Adoro mangiare 'a tapas' e ricordo di aver preso delle discrete 'bastonate' in Spagna. Ormai mi conoscete, amo collegare una ricetta ad un racconto. Anni fa...e mi rendo conto che sempre più spesso utilizzo l'espressione 'anni fa' e che la maggior parte delle persone che incontro sono più giovani di me...va beh, non divaghiamo, anni fa ho pensato di fare una vacanza in Catalogna insieme al mio compagno. Eravamo stanchissimi e non avevamo voglia di organizzare una vacanza, cosa che fra l'altro è sempre toccata a me! Abbiamo preso la macchina, una Punto che si fermava ad ogni piè sospinto, e siamo partiti alla volta della Catalogna....non soltanto di Barcellona, ma dell'intera Catalogna. Non so cosa ci abbia detto la testa. Vi dico solo che abbiamo trascorso due giorni a Vic non si sa bene a fare cosa. Ma voi avete mai sentito parlare di Vic??? Fra l'altro in quei giorni a Vic concimavano e vi lascio immaginare quale olezzo di viola entrasse nella nostra stanza d'albergo ogni volta che aprivamo la finestra. E poi siamo stati sui Pirenei spagnoli in posti assurdi. A Siete Casas ad esempio, antro sperduto dove ci siamo ritrovati a passare la notte in una pensioncina di montagna squalliduccia con menu a prezzo fisso che la sera del nostro arrivo prevedeva un brodino asfittico con pasta scotta e relativo risucchio da parte della clientela fissa, perlopiù ultra ottuagenaria (con tutto il rispetto per gli ultra ottuagenari). Tutto compreso nel prezzo. E mentre, fra un risucchio e l'altro, ci guardavamo sconcertati chiedendoci cosa diavolo ci facessimo lì è arrivato il secondo...un polletto arrosto con patate cotte nello strutto. La mattina dopo il menu prevedeva colazione a base di pane, pomodoro e formaggio, tipica tapa catalana. La qual cosa ha reso felicissima me, perché sono cresciuta a pane e pomodoro e a casa mia facevamo anzi, mia madre fa tuttora, questo tipo di colazione, ma ha inorridito il mio compagno. Siamo scappati dopo colazione. Scappati per raggiungere un altro posto allucinante. Siamo saliti con una sorta di cremagliera in alta montagna per raggiungere un villaggio costruito ad hoc dove c'erano un lago artificiale ed un albergo enorme che sembrava uno di quei vecchi complessi termali che adoro ma che in quel contesto aveva un non so che di lugubre. E poi era nuovissimo, non si respirava aria di vecchio impero. Come si fa a sventrare una montagna per costruire un villaggio finto? Scappati anche da lì.
Adoro la Spagna, conoscete ormai il mio amore per il flamenco, per la cucina spagnola, per la gente, ma ci sono cose che ad alcuni spagnoli non perdono. Il maltrattamento degli animali di cui la corrida rappresenta soltanto l'acme. In Spagna ci sono decine e decine di feste che prevedono il sacrificio cruento di animali, la loro sofferenza gratuita e questo non posso tollerarlo. E poi la cementificazione selvaggia. Certo, noi non siamo da meno, ma in questo settore loro forse sono un'anticchia avanti a noi. Quello che ho visto in Catalogna, sulle coste spagnole, in certe città della Spagna, grida vendetta. Una delle città più brutte in cui sia mai stata in vita mia è Lerida. Un incubo. Credetemi se vi dico che a volte sogno scenari che la richiamano. E poi c'è la Spagna che amo. Il calore della gente, l'atmosfera che si respira (anche se le cose stanno cambiando anche lì, ahimé), il fermento. Così anche in Catalogna ho trovato i miei luoghi del cuore. Tarragona, Girona, Besalu, Cadaques e Figueres, la città di Dalì, dove siamo arrivati la prima sera da Roma, distrutti da un viaggio che ha previsto un piccolo allungamento a Parma prima di deviare verso la Francia. Eh sì, perché il mio compagno non è dotato di alcun senso dell'orientamento ed in macchina sono anni che faccio il secondo pilota. Mie piccole distrazioni ci  sono costate decine e decine di chilometri in più. E' un attimo, ti distrai e lui imbocca l'uscita sbagliata. Una mina vagante. Ora che ha il motorino però, almeno in città, è diventato una scheggia e a volte mi stupisce per come riesce ad orientarsi!
Così in quel Ferragosto, non so come, ci siamo ritrovati a Parma. E la nostra Punto ha iniziato a ribellarsi. Si è fermata prima in un Autogrill francese. Due baldi giovani ci hanno spinto. Io ero lì a braccia conserte che li guardavo mentre si apprestavano a spingere la nostra macchina con le mani appoggiate sul portabagagli. D'un tratto si girano e mi guardano con un'espressione di disappunto che voleva pressappoco dire: "Principessina sul pisello non vieni a spingere anche tu con noi?". Accidenti quanto pesa una macchina, non credevo!!! E poi, arrivati a Figueres, la Punto non ne ha più voluto sapere, si è ammutinata. Ora, sapete quant'è difficile rimettere in moto una macchina, perlomeno io ho sempre fatto cilecca. Non mi viene quella manovra che consiste nel mettere a folle l'auto mentre il malcapitato di turno ti spinge, ingranare ad un certo punto la seconda e mollarla all'improvviso...non mi viene, non c'è nulla da fare! E non mi è venuta neanche a Figueres. Questo ha fatto sì che dopo centinaia e centinaia di chilometri ci ritrovassimo la sera stanchi, sudati, demoralizzati a spingere in due la Punto fin verso l'albergo. Ma la nostra buona stella ci è venuta in soccorso...