lunedì 10 ottobre 2011

Finocchi e pomodorini piccadilly al fiasco con pepe di szechuan..... che fiasco!!!


Ed eccomi di ritorno da Pisa. Inizio con la solita nota di servizio. Al ritorno ho ritrovato un nuovo pc...e insieme al nuovo pc un blog totalmente diverso dal punto di vista grafico! Il blog non supporta l'ultima versione di Internet Explorer....così non sono io che dimentico le zeta maiuscole all'interno dei miei post, ma è lui che sembra non amarle....e poi il mio blog non ha quel giallo senape orrendo come sfondo che appare ora, ma un bellissimo verde!!! Rivoglio la mia vecchia versione di Internet!!!
Come vi dicevo, ho trascorso a Pisa due giorni tutti per me. Va beh, uno praticamente l'ho passato in ospedale. Tranquilli, niente di grave, i miei soliti controlli alla tiroide...Chernobyl ha fatto sentire i suoi effetti anche su di me, come su milioni di persone. Controlli andati benissimo, per fortuna. Però ragazzi, chi di voi ha figli può capirmi. E chi di voi ha avuto figli dopo i 40 può capirmi ancora di più!!! Due giorni con la mente 'a folle', SENZA PARLARE, SENZA RISPONDERE A MILIONI DI PERCHE', due giorni scanditi dal ritmo dei miei tempi con l'inattesa possibilità di decidere all'ultimo minuto di andare al cinema per vedere uno dei miei adorati film francesi invece di Rapunzel e la Tartaruga Sammy....oro colato! Non fraintendetemi eh! Adoro mia figlia, ma odio i luoghi comuni secondo i quali una mamma è sempre felice e di buon umore, pronta a soddisfare le mille richieste dei suoi tesori nell'esatto istante in cui vengono formulate. Ma chi ce la vuole far credere?!? Siamo esseri umani, donne, prima che mamme, con i nostri limiti e le nostre inadeguatezze. Odio lo stereotipo della mamma felice e realizzata in quanto tale e solo perché tale. I bambini possono essere anche delle grandi scocciature in alcuni giorni e non c'è niente di male a confessarcelo. Mia figlia sa che ci sono giorni in cui mamma è nervosa, ha molto da fare, è meno disponibile del solito, ma questo non significa che non le vuole bene. E in quei giorni discutiamo, litighiamo e facciamo compromessi. Ci sono giorni in cui mamma non si piace molto in questo ruolo, fa errori, sbaglia, non è all'altezza. Ma è pronta a riconoscerlo e a spiegarglielo. Io me la cavo così e in parte non ho rinunciato a me stessa. A quello che ero prima del suo arrivo, a tutto il lavoro che per anni ho fatto su di me e continuo a fare e che credo possa servire anche a lei. Una mamma che cerca di realizzarsi anche come donna non può essere una mamma così 'malaccio'.
Scusate la tirata che mi attirerà parecchi strali dal 'club delle mamme a tutto tondo', le 'pasionarie' della maternità che esibiscono il loro essere madri come un vessillo, quelle che 'se non riesci ad allattare non vali niente', tanto per capirci. Aiuto, non le sopportavo prima di diventare madre, non le sopporto ora che lo sono.
In questi due giorni ho lavorato anche per voi....sapete che amo la tradizione in cucina e che sono una sorta di cane da tartufo, un segugio alla ricerca di ricette della tradizione. A Pisa ho ritrovato un posticino delizioso che nei miei ultimi soggiorni era tristemente chiuso, l'Osteria del Violino. Così, la sera in cui sono arrivata, rivedere quelle luci che illuminavano l'insegna mi ha riempito il cuore di gioia. Lasciare il trolley in stanza e catapultarmi dentro è stato un tutt'uno. E ancora più bello è stato trovare un posto che quella prima sera aveva tra i suoi clienti soltanto donne, compresa Veronica, la dolcissima ragazza che era in sala. Ovviamente ho voluto subito sapere il motivo della chiusura e ho scoperto che l'osteria ha riaperto da poco con una nuova gestione. E poi i miei sensi e le mie orecchie si sono messi al lavoro. E quando ho sentito il termine 'fiasco' mi sono rizzata come un cane da punta!!! Fiasco? Ma ce l'ho anch'io, mi sono detta! L'ho comprato un po' di tempo fa in un posto per 'gourmand fighettini' qui a Roma. E l'ho utilizzato pochissime volte e soltanto per cuocerci i fagioli. Beh, è stato esaltante scoprire che con il fiasco puoi cucinarci tutto. Frutta, verdura. Così quando Veronica mi ha proposto delle verdure al fiasco non ho saputo resistere. Pomodorini la prima sera, finocchi la seconda. E secondo Emanuela, la titolare che ho conosciuto la sera successiva, anche la carne. Emanuela sa il fatto suo in cucina. E conosce la tradizione e il cibo. Non si può improvvisare in cucina e non si inventa niente senza basi solide. Sono fermamente convinta di questo e credo che nella nostra tradizione, o in quella di altre cucine, possiamo trovare tutto. Da lì si deve partire per creare e innovare. Altrimenti non c'è storia. Emanuela mi ha parlato della concia, procedimento attraverso il quale sua nonna metteva la carne sotto sale facendola cuocere così in una sorta di salamoia. La carne poi veniva utilizzata al bisogno, tagliata a fette sottili e condita con olio. E mi ha raccontato delle caramelle fatte in casa che sempre sua nonna preparava con un impasto a base di castagne che metteva all'interno di ditalini di metallo, lasciava sotto la brace la sera e la mattina rovesciava sul tavolo...un piccolo colpetto sul piano ed ecco scivolare le caramelle davanti ai loro occhi di bimbi affascinati e stupiti ad un tempo.
I racconti di queste donne che lavoravano nei campi, in cucina e mandavano faticosamente avanti tutta la famiglia mi ha ricordato i racconti di mio padre sulla mia bisnonna. Mi sono chiesta se le cose siano poi così cambiate. Ma questa nostra rivoluzione ha poi veramente cambiato il ruolo che ricopriamo all'interno della società? Ma non vi sembra che continuiamo a lavorare, pensare alla casa, ai figli correndo dalla mattina alla sera e che alla fine della fiera il tempo per noi non esista più? Ora lavoriamo fuori casa, abbiamo la patente, usciamo da sole. Magari non cuciniamo più perché non abbiamo tempo, ma corriamo lo stesso dalla mattina alla sera. Una canzone di Vecchioni dice: "Voglio una donna con la gonna"...insomma, non so se sono riuscita a spiegarmi...Non fraintendetemi. Prima le donne non votavano, erano relegate a ruoli marginali, sottomesse. Per carità, di battaglie importanti ne sono state fatte. Ma non vi pare che la nostra emancipazione sia in un certo senso 'monca', che abbia fatto leggermente 'fiasco' da un certo punto di vista? Non credete che la nostra emancipazione non debba andare verso la riproduzione di un modello maschile ma debba rispettare, riprodurre e finalmente affermare la nostra identità di donne? Se noi donne ci mettiamo insieme...beh, ragazzi, non ce n'è per nessuno!!! Ma dicendo questo non ho in mente un'immagine di erinni infuriate. Al contrario, quest'immagine evoca in me ricordi di empatia, intelligenza, grinta, concretezza, indipendenza, sensibilità, coraggio, positività e perché no, dolcezza creativa. Possibile che non esista un modo diverso di farci sentire all'interno di questa società che non oscilli fra lo scimmiottamento di modelli maschili che non ci appartengono affatto e il ruolo di squallide starlette? Per far questo certo avremmo bisogno di asili nido nei posti di lavoro, di posti di lavoro all'interno dei quali venga riconosciuto il nostro diritto di lavorare e diventare madri ad un tempo, mi correggo, di posti di lavoro in primo luogo, di un sistema scolastico che funzioni, di una società che ci sostenga quando i nostri genitori invecchiano e noi, divise fra casa, lavoro, marito, figli non sappiamo veramente come fare per venirne a capo, di un sistema sanitario a dir poco decente. In questo modo saremmo tutte molto, ma molto meno, arrabbiate, nevrotiche, furiose. E avremmo anche bisogno di uomini che collaborino, ci rispettino e che imparino finalmente a fare spazio...ogni rivoluzione necessita dei suoi tempi ma mi sembra che perlomeno da noi si stia imboccando una strada pericolosamente sbagliata....
Mamma mia, oggi mi sento 'pasionaria' anch'io!
Torniamo ai nostri finocchi al fiasco. Avrei voluto cucinarli con cannella e scorza di arancia ma le arance buone devono arrivare ed ero impaziente di parlarvi della cottura al fiasco. Ve li propongo quindi accompagnati da pomodorini piccadilly.

FINOCCHI AL FIASCO E POMODORINI PICCADILLY CON PEPE DI SZCEHUAN

2 finocchi
10 pomodorini piccadilly
qualche grano di pepe di szechuan
erbe aromatiche fresche (origano, timo e maggiorana)
olio evo q.b.
sale (io ho utilizzato dei fiocchi di sale Maldon) q.b.

Togliete le foglie esterne dei finocchi. Lavateli, divideteli a metà e poi tagliateli a spicchi dello spessore di un centimetro. Lavate i pomodori piccadilly e tagliateli a metà. Versate i finocchi nel fiasco, unite qualche grano di pepe di szechuan, senza esagerare. Preparate un bouquet garni con origano, timo e maggiorana freschi. Aggiungete olio, sale e un po' d'acqua. Chiudete. Mettete uno spargifiamma sul fuoco e adagiatevi sopra il fiasco. Fate cuocere per una decina di minuti dal bollore. Aggiungete i pomodorini e cuocete per altri cinque minuti circa. Lo so, molti di voi non amano i finocchi cotti e già mi sembra di sentirvi....ma provateli così e poi fatemi sapere.

Ieri sono andata a prendere i miei all'aeroporto e visto che avevo appena cucinato i finocchi gliene ho portati un po'. Così ho spiegato a mia madre la ricetta dicendole che avevo utilizzato il sale Maldon, il pepe di szechuan e che avevo preparato un bouquet garni...mia madre mi guarda e fa: "Figlia mia, io non ti capisco più quando parli!". E c'ha ragione!!! Riappropriamoci della semplicità...


12 commenti:

  1. Ciao e ben tornata! Mia sorella va spesso a Pisa, ora le consiglierò questo posto che hai descritto così bene: sa proprio di genuino!
    A me i finocchi cotti piacciono tantissimo, ma che cos'è il fiasco?? La pentola "de coccio"?!?
    L'altro fiasco, invece, mi trova d'accordo. Intanto sottolineo che non sono mamma; però vedo e ascolto queste madri che, come dici tu, vogliono importi il loro pensiero, la loro maternità totale e totalizzante. La donna, anche quando madre, è prima di tutto donna. E noi la nostra identità sessuale ce la dobbiamo sudare e la dobbiamo affermare di continuo, non come gli uomini. Eppure certe donne associano il genere sessuale alla maternità: non ho figli, ma mi sento e voglio continuare a sentirmi donna comunque, con forza e con dolore. E non voglio essere giudicata perché alla mia veneranda età non ho istinto/propensione/pensiero/desiderio di maternità.E invece le madri totali, quelle che si annullano come esseri indipendenti e diventano un prolungamento dei figli, mi giudicano, eccome.
    Le difficoltà di essere donne ce le creeano soprattutto gli uomini, come succedeva senza emancipazione: non si esce da sole, non si lavora, cucina e pulisci, abbassa gli occhi etc.. Ora, certo come dici tu, non siamo a quei livelli, però ci stiamo rovinando con le nostre mani, peggio di come ci rovinano gli uomini. La colpa è anche nostra se quella via di mezzo tra santa e putt**a non è facilmente praticabile. Dico nostra, ma in realtà mi riferisco a quelle donne che usano il corpo come un'arma, come fossero tutto ciò che hanno e che non si preoccupano d'altro e anche, però, a quelle madri di cui hai parlato, che fanno della condizione di madre la loro santità (modello Maria..) e per questo hanno il permesso di giudicare. Inoltre, la società (gli uomini) non ci aiutano attribuendo tutte le nostre reazioni agli ormoni, infischiandosene degli asili nido, ridendo di una che si impegna sul lavoro.. ecco, non staremo tutto il giorno a casa a "governare" il fuoco e ad allattare, però a volte umiliamo la nostra condizione usando comportamenti sbagliati. Dallo svilimento della sessualità, esasperandola, all'imitazione orrenda e inutile e fuori luogo degli uomini - per essere più donne: paradosso! - fino al pensiero uterino chiuso in se stesso, rigido, limitato.
    Ecco, e pure io ho attaccato con sta cosa.. mi fermo perché altrimenti più che un commento questo sarà un meta-post.. Quando inizio non mi fermo più.. sono arrabbiata con gli uomini, ma anche con noi donne (più con noi che con loro..), quindi mi infervoro troppo..
    scusa per la lunghezza..
    bel sito, comunque, complimenti! il verdino ti dona...
    bentornata, sono contenta che i tuoi controlli abbiano dato risultati positivi!

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  2. Cara Donatella, il tuo commento mi ha colpita molto. Grazie per aver letto il mio post ed aver dedicato tanto tempo e cura nel rispondere. Anch'io ce l'ho con le donne, con un certo tipo di donna e anche con gli uomini che non collaborano, che se ne infischiano, che ci deridono. Basterebbe così poco per ribaltare i ruoli e allora vedi come cambierebbero registro. Ma non è di guerra che voglio parlare. Infischiatene di quelle madri 'sante', sono strutture traballanti che si reggono su granelli di sabbia. Ed è buffo pensare che l'intera società si basi su falsi miti, credenze assurde che nessuno si è mai sognato di mettere in discussione. Forse è da qui che dobbiamo ripartire...un po' come fanno i bimbi, chiedendo perché ogni volta che qualcuno vuole farci credere qualcosa che non ha nulla di credibile. Perché? Chi l'ha detto? Iniziando una lenta opera di smantellamento e di ricostruzione. E poi sono d'accordo con te...ce l'ho anch'io con noi donne. Ma quando accidenti impareremo ad essere solidali fra noi, complici e non nemiche? Questo dovremmo imparare dagli uomini. Io non perdo la speranza e tu?
    Ti ci vedo proprio nel nostro circolo di lettura....io ti avviso alla prossima riunione da Remigio, poi decidi liberamente, ci mancherebbe.
    Bentrovata a te e complimenti per le lenticchie...la foto non è affatto brutta!!! Ma vogliamo parlare della mia foto degli strozzapreti??? Ogni volta che la guardo mi sento male!!!
    Un abbraccio

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  3. Ahaha, non ti sentire male dai.. ce ne sono di brutte foto in giro (ora me la sto tirando...)!
    I perché chiesti senza riflettere mi hanno sempre causato problemi, già dal catechismo (e non aggiungo altro...). Hai ragione, la guerra contro gli uomini non serve, sarebbe controproducente: significherebbe prendere, nuovamente, il peggio dal comportamento dell'altro sesso. I falsi miti, poi, sono ovunque: dal corpo inimitabile, leggero e minuto, da super modella al ministro donna o all'imprenditrice che senza le grazie fisiche o l'azienda di papà ora sarebbero delle "operatrici di call center" come me (inizio domani, buahhhhhahaha). Sono altre le donne alle quali penso, magari non belle, magari non a capo di un impero, ma con la forza e la determinazione che solo noi (perché TUTTE siamo cocciute se vogliamo) possiamo avere..
    Mi piacerebbe venire, confrontarmi, sarebbe bello.. non si può mai dire..

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  4. Carissima sui perché della religione sfondi una porta aperta...e non aggiungo altro! Concordo su tutto e sottoscrivo.
    Sull'invito da Remigio vieni se e quando vuoi...io entro sempre in crisi quando ricevo un invito.
    Dimenticavo...il fiasco è una sorta di ampolla di vetro (la mia è a piramide, ma come ho scritto l'ho comprata in un posto da fighettini) con un tappo di sughero bucato al centro e un cannello di vetro per lo sfiato del vapore....

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  5. Dimenticavo Donatella....in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro con l'augurio che le tue belle potenzialità un giorno possano esprimersi anche altrove...il che vorrebbe dire che la nostra società sta cambiando :)

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  6. Ciao e crepi il lupo.. mi raccomando, se ti chiamano a casa per farti fare un contratto di telefonia con una compagnia famosa (dico solo George Clooney), non ti arrabbiare.. pensa che potrei essere io, quella ragazzetta (magari...'na volta) gentile, timida e introversa che cucina cose non animali..
    Forte 'sto fiaco, certo che il tuo è proprio da fighettina... (scherzo!)

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  7. Ma George è incluso nel contratto??? Allora se ne può parlare...sono pure senza linea telefonica in questi giorni...meglio cambiare, ne?

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