martedì 18 ottobre 2011

Tigelline con spuma di mortadella al sedano, yogurt e pistacchi...dal vostro inviato al Cake Show!




Ed eccomi di ritorno da Bologna e dal Cake Show. Sì, sì mi sono abbuffata di tortellini in brodo come pronosticato nel precedente post. Eccoli....


Ed ho anche riportato a casa una deliziosa mortadellina con cui ho preparato la ricetta che vi propongo oggi. Ma quant'è buona la mortadella di Bologna? E soprattutto perché non ti rimane sullo stomaco come quella che mangi qui a Roma?!?
Ma prima....parliamo un po' del Cake Show.




Quanta gente si è appassionata al mondo del cake design negli ultimi tempi? Parlando fuori dai denti ed esprimendo un parere del tutto personale non credo che gli organizzatori avessero previsto un'affluenza così cospicua. Code lunghissime per entrare a Palazzo Isolani, stand esterni in numero troppo esiguo presi letteralmente d'assalto, poca possibilità di vedere gli artisti al lavoro se non si era prenotati da tempo ad un corso o ad una dimostrazione e anche nel caso delle dimostrazioni visibilità del dettaglio pari a zero a causa della scarsità di telecamere. Insomma le persone si sono ritrovate a fare ore di fila soltanto per fare acquisti al negozio. Immaginate la delusione. Così io che ero all'interno potevo osservare l'arrivo di persone provenienti da tutte le parti d'Italia prostrate da ore di fila, deluse e alquanto ....arrabbiate (volevo usare un altro termine!!!). Detto questo riporto le impressioni di una spettatrice privilegiata che aveva libero accesso al palazzo, accesso che mi è valso un: "Ma che fa questa, s'embuca???" da parte di alcuni visitatori romani in fila da non so quanto. Sempre per dirla tutta....
....Palazzo Isolani è una location stupenda ma quei saloni poco si addicevano a corsi nei quali è indispensabile avere a disposizione almeno dell'acqua e una buona illuminazione.
Organizzazione a parte, senza voler infierire troppo perché le critiche stanno fioccando da tutte le parti e gli organizzatori hanno già fatto pubblica ammenda, l'entusiasmo che ho respirato mi ha sorpresa. Già in treno, all'andata, ho riconosciuto un paio di ragazze che partecipavano al contest e portavano con sé stampi, borse termiche e basi per torte che facevano capolino dalle buste. Questo mondo, inteso in senso lato come mondo enogastronomico, riesce sempre ad affascinarmi e a stupirmi. Mentre in molti settori della nostra società è il livellamento verso il basso a farla da padrone, nel mondo della cucina si avvertono ancora spirito d'iniziativa, creatività, positività, impegno, disciplina e rigore. E anche, perché bisogna dirla tutta, competitività alle stelle nonché tendenza di alcuni esponenti a prendersi troppo sul serio. Ma in ogni settore ci sono le pecore bianche e quelle nere, i generosi e gli avari, gli umili e gli esaltati. Ho già parlato di Toni Brancatisano in un precedente post, ma mi piace ribadirne la bravura, l'umiltà e la disponibilità dal momento che ho avuto la fortuna di condividere questa l'esperienza con lei. Le torte qui sopra sono sue. Toni non si risparmia, è brava, generosa e non si è montata la testa. Poi adoro il suo senso pratico e la sua grinta, la sua allegria e la sua positività. Insomma, mi piace proprio. Ho avuto anche la fortuna di assistere alla scelta del vincitore in un contest e così l'ho osservata mentre, a porte chiuse, insieme ad altri giurati, assaggiava le torte, valutava il lavoro, ponderava. Seria, concentrata e attenta. Insomma Toni mi piace proprio, come donna e come professionista. Mi dispiace essermi persa la dimostrazione serale di Mich Turner, però da spettatrice privilegiata ho fatto avanti indietro nella sala in cui faceva lezione nel pomeriggio ed ho buttato un occhio alle sue creazioni. Ha uno stile particolare, originalissimo e tutto da scoprire. Prima o poi mi rifarò e se capita anche a voi non perdetevela. E poi ho conosciuto delle 'girls' simpaticissime fra cui Valentina De Palma, una forza della natura, bravissima chief chef di Gustodivino nonché donna bellissima, grintosa e carismatica che ha partecipato alla Scuola di cucina di classe insieme a Toni. La foto dei tortellini è sua. Ma avete idea di che meraviglia sia stato cenare tutte insieme, libere da impegni famigliari e pargoli richiedenti, in un'atmosfera da Sex and the City? Ma quanto mi piacciono le riunioni fra donne?


Ho anche rivisto con sommo piacere un'amica carissima di Bologna che non vedevo da tantissimo tempo ed ero così presa dalle chiacchiere con lei che ho rischiato di perdere il treno del ritorno, treno su cui ho scoperto di aver fatto on line un biglietto con la data sbagliata....ma dove c'avrò la testa???? Mi sono beccata una bella multa da un integerrimo controllore...
Non sono invece riuscita a vedere un altro amico, Domenico alias Dimitri, ex compagno di scuola del mio compagno (scusate il gioco di parole) cui devo la ricetta dell'impasto delle tigelle di oggi. Qualche anno fa si è presentato a casa mia con una piastra particolarissima, ha indossato uno dei miei grembiuli e si è messo al lavoro....eccolo nella cucina della mia vecchia casa intento a stendere perfettamente la pasta per le tigelle....


La piastra ovviamente era un regalo per me. Gli avevo promesso questa improvvisata sul blog ed eccolo servito. Domenico, conoscendo la mia passione per la cucina, mi ha passato tante ricette della sua famiglia, dolci spettacolari di sua madre e delle sue zie, mi ha fatto conoscere il certosino (che fra l'altro fa benissimo) e mi ha anche regalato i vassoi telati per seccare la pasta all'uovo. Io ricambio quando posso a suon di amatriciana e porchetta fatta in casa che a Bologna non mangia mai....

Le tigelle si mangiano tradizionalmente accompagnate da un battuto di lardo, rosmarino e aglio oppure con salumi vari (mortadella in primis), formaggi e verdure. Un po' come la crescia che si fa nelle Marche, al paese di mia nonna, o la torta al testo umbra. In questo week end le ho mangiate alla cantina Bentivoglio accompagnate da spuma di mortadella che in questa ricetta vi propongo in una versione vagamente light rivisitata da me con sedano, yogurt e pistacchi. Mi corre l'obbligo di dire che la ricetta originale della spuma di mortadella è depositata presso la camera di commercio di Bologna e la trovate agevolmente su Internet. Chiedo venia agli amanti della mortadella 'tout court'...lo so che la mortadella è squisita così com'è, anch'io ne vado pazza, ma fatemi sperimentare un po' ;)

TIGELLINE CON SPUMA DI MORTADELLA AL SEDANO, YOGURT E PISTACCHI

Per le tigelle
dose per circa 25 tigelle

1/2 chilo di farina 00
25 g di lievito di birra
6 g di sale fino
2 cucchiai scarsi di olio evo
300 g di panna liquida
100 g di latte

Sciogliere il lievito nella panna e nel latte tiepidi. Setacciare la farina. Inserire tutti gli ingredienti nell'impastatrice e lavorare finché l'impasto non risulterà ben liscio. Oppure fare una fontana con la farina e mettere al centro gli ingredienti. Impastare.
Mettere l'impasto a lievitare finché non sarà raddoppiato. Stenderlo e ricavare con un coppa pasta tante tigelle del diametro della piastra (o anche più piccole se si vogliono ottenere delle tigelline). Far lievitare di nuovo. Scaldare bene la piastra da ambo i lati e quando sarà ben calda disporvi le tigelle. Cuocere per un paio di minuti a lato. Servire calde.
Nota: se non avete la piastra per le tigelle cuocetele in una padella antiaderente ben calda girandole da ambo i lati.

Per la spuma di mortadella:

200 g di mortadella
30 g di pistacchi non salati
3 cucchiai di yogurt bianco intero
1 goccio di panna liquida
1 costa di sedano
1 pizzico di sale
1 spolveratina di pepe nero

Sfilare la costa di sedano con un pelaverdure. Tritare i pistacchi nel mixer e quando saranno tritati aggiungere tutti gli altri ingredienti. Frullare bene fino ad ottenere un impasto cremoso. Servire con le tigelle calde. Bàn aptit!


18 commenti:

  1. Ciao, che bello rileggerti. Come dev'essere stato interessante questa cake show (da imbucata scommetto ancora di più ;-)), qunato fermento di faria, zucchero, fantasia, panna, divertimento e professionalità..
    La mortadella non l'amavo moltissimo nemmeno prima (solo tipo due volte all'anno e tagliata finissima, trasparente), ora figurati.. però la ricetta delle tigelle me la segno, mi piace molto. Le tue sono venute proprio bene!
    Leggere i tuoi raconti con l'entusiasmo che ci metti dentro mi fa venire allegria, mi sembra quasi di esserci stata anche io a 'sto cake show.. ah, a proposito, ti sciverò presto una mail privata per chiederti dei consigli sulla mia prima torta decorata (è per un'occasione iper importante.. lo so che prima volta e importanza non vanno d'accordo, ma ormai sono fissata.. sò de coccio!)..
    Senti ma senza la piastra apposito, come le posso fare pure le tigelle???

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  2. Carissima, bentrovata a te. Sono reduce dalla seratina da Remigio e stamattina non connetto molto...
    Grazie per i complimenti che ricambio di vero cuore. Le tigelle puoi gustarle con della verdura di campo ripassata in padella o del buon formaggio. Se non hai la piastra basta cuocerle in una padella antiaderente ben calda rigirandole da ambo i lati. Per la torta mi metto a tua completa disposizione. Anch'io mi sono buttata la prima volta, vedrai che andrà benissimo!!! Scrivimi sull'indirizzo hotmail perché ho sempre aperta la pagina e lo uso di più.
    Ti abbraccio e ti auguro una buona giornata.

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  3. mmm, bene, allora le proverò sicuramente!
    a presto e buona notte !

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  4. Ciao Sabina, peccato per il mancato appuntamento!
    Scrivevo perchè sento la necessità morale di chiarire un punto: quello nella foto con il mattarello non è George Clooney. Nonostante l'incredibile somiglianza, fissando l'immagine con estrema attenzione, si potranno notare alcune lievissime differenze (a favore del soggetto fotografato). Solo un elemento potrebbe far escludere con relativa velocità che l'immagine sia riferibile al noto sciupaveline: Clooney non è mai stato in grado di impastare le tigelle.
    Chiarito l'equivoco, volevo chiederti quando renderai giustizia alle mie originali e rivoluzionarie intuizioni gastronomiche. Mi riferivo, ad esempio, alle mai troppo celebrate braciole di maiale lesse, cotte "nature", evitando ogni processo in grado di incidere sulla naturalità e la pregnanza degli aromi (quale ad es. lo scongelamento). Nonostante abbiano ottenuto l'unanime apprezzamento della giuria di un recente festival mondiale dedicato ai crimini contro l'umanità, non hanno mai trovato il giusto rilievo sulle maggiori riviste internazionali di gastronomia. Mala tempora currunt!

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  5. Caro Dimitri, sono certa che le lettrici del gentil sesso avranno sicuramente notato le impercettibili differenze con il bel Giorgione, differenze tutte a tue favore, ci mancherebbe! Riguardo alla braciola di maiale buttata congelata nell'acqua bollente confesso che l'avevo totalmente rimossa (o com'è????) e mi rendo conto che sono anni che la schivo, da quando ne parlasti la prima volta in quel di Bologna. A tua discolpa posso dire che l'esperimento culinario risale ad una tua prima fase artistica, quella dello 'studente universitario fuori sede', fase in cui voi maschietti, e non solo, vi producete in azzardatissimi tentativi culinari per riempire lo stomaco costantemente vuoto e 'digerisci-sassi' tipico del ragazzo ventenne. Ne parlo a ragion veduta avendo frequentato esponenti della categoria in questione. Un mio boyfriend di Varese che studiava a Milano era solito recuperare dai piatti il sugo della pasta avanzato per poi scaldarlo in un successivo utilizzo...semplicemente disgusting!!! E la fase vegetariana descritta da alcuni amici inglesi non è certo da meno.
    Le tue braciole al confronto diventano un felice esempio di haute cuisine.
    Detto questo la prossima volta che verrò a Bologna e avrò un po' più di tempo dovrai portarmi in quel negozietto che fa i tortellini come una volta....promesso? In tal caso potrei anche provare un pezzettino infinitesimale di braciola lessa...l'ho detto, incredibile!!!

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  6. La tua esperienza al Cake Show deve essere stata bellissimo, peccato per la poca organizzazione, ma quella si, sa, in Italia spesso è di casa....ho scoperto con piacere il tuo blog, d'ora in poi non ti perderò di vista!
    Un bacione, GG ;-)

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  7. Ma grazie GG e benvenuta!!! Sì, in effetti è stata proprio una bella esperienza. Peccato che molte persone non possano dire lo stesso. Vivendola dall'interno, senza alcun disagio, mi sono sentita una sorta di Alice nel paese delle meraviglie.
    Passo a trovarti ;)
    Un bacione a te

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  8. Sabinaaaaaaaaaaaa
    scusa manon sonoriuscita a passare prima daltuo bellissimo BLOG!Foto da brivido e latua simpatiache traspare ovunque.Grazie per le belle parole ricambio dicendo che ilpiacere è stato tutto mio!
    Love

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  9. @Valentina; ma grazie carissima, mi fa molto piacere che ti piaccia il blog.Complimenti per tutte le tue splendide attività e spero di rivederti presto!
    Baci

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