martedì 14 febbraio 2012

Crescia di Frontone...scusate il ritardo!


E va bene sì, pure quest'anno è arrivata. La festa degli innamorati. Anch'io da brava e diligente food blogger ho comprato il mio bel piattino e la tovaglietta abbinata con i cuoricini...ma è inutile che mi sforzi, non ci riesco proprio, a me stà festa non va giù. Eh sì, sto per dirlo...come la festa della donna, la festa dei nonni, i festeggiamenti obbligatori per la fine dell'anno....sono fatta così, non li sopporto. A me questa cosa del ristorantino prenotato a comando, del mazzolin di fiori che come per incanto si materializza il 14 febbraio dopo mesi di triste astinenza floreale non mi convince. Sono troppo dissacratrice?
Avete ragione. E' che quando si ama davvero (e a mio avviso trattasi di merce rara assai), quando si sta insieme non soltanto per farsi forza l'uno con l'altra, per la famiglia, per i figli, per il mutuo...insomma, quando ci si può permettere il lusso di stare insieme soprattutto per 'questione di affinità elettiva', quando si è talmente tanto forti e saldi sulle proprie gambe che ci si può innamorare veramente, non soltanto per colmare un vuoto, quando la vita ti grazia con un incontro karmico, di una festa come quella di San Valentino te ne sbatti allegramente...ecco, l'ho detto. Però poi si fa un bel dire....quando Silvia, una ragazza che non conosco e che si è affacciata da poco sul mio blog commentando il mio primo post, mi ha chiesto di pubblicare la ricetta della crescia di Frontone che proprio in quel post avevo promesso, perché l'aveva mangiata insieme al suo ragazzo e voleva preparargliela per San Valentino il mio cuore da romanticona è schizzato fuori e non ho saputo dirle di no. Silvia cara, la pubblico in ritardo, non ho avuto tempo di farla prima, però la pubblico, con tanto di tovaglietta a cuoricini....
La ricetta è di una mia zia, nata a Frontone, che non c'è più. Mi correggo, c'è ancora, salda e ben presente nel cuore di chi l'ha amata. E nel mio. Non dico il suo nome, sono certa che chi mi sta leggendo ora sa bene di chi sto parlando. Il mio augurio oggi va a chi ha un amore grande nel cuore che magari ha perduto. Agli amori delusi, fraintesi, ritrovati, smarriti, eppure ancora presenti, agli amori che verranno, agli amori in fiore. Alle mille forme di amore che conosciamo. L'amore vero, quello che riconosci, che non ha bisogno di parole, di feste comandate. In qualsiasi forma esso si esprima. "L'amore non possiede, né vuole essere posseduto, perché l'amore basta all'amore" (Kahlil Gibran). 


CRESCIA DI FRONTONE

Dosi per circa 5 cresce

600 g di farina
300 g di acqua
90 g di strutto
6 cucchiai di olio
10 g di sale
10 g di zucchero
1 cubetto di lievito di birra

Lavorare insieme nella planetaria con la frusta piatta il lievito, 30 g di acqua, 60 g di farina, 10 g di zucchero. Lasciar riposare per un'ora. Aggiungere al pastello 50 g di acqua e 100 g di farina. Lavorare. Riposare per un'ora e mezza. Unire tutti gli altri ingredienti e lavorare con il gancio. Far lievitare l'impasto per un paio d'ore. Preparare dei panetti e stenderli come se fossero delle piadine. Per chi ha la fortuna di avere il forno a legna, scaldare il panaro sulla brace e adagiarvi sopra la crescia, oppure appoggiare la crescia sulla base del camino dopo aver scostato la brace. Cuocere prima da un lato e poi dall'altro. Non bucare le bolle che si formano in cottura. Io uso una pietra refrattaria circolare che ho comprato a Sansepolcro tanti anni fa. La scaldo sul fornello e quando è rovente ci adagio sopra la crescia. Servire la crescia accompagnata da salumi, erba di campo ripassata in padella, formaggi.





44 commenti:

  1. bello! Questo e' il mio post di s. valentino preferito!

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    1. Grazie cara, che complimentone!!! Ti abbraccio

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  2. nemmeno io sono una fan delle feste comandate, ma ogni scusa è buona per fare un dolcetto! Anche San Valentino :D

    Cara ti ho citata nel penultimo post :)

    Questa ricetta è super e farebbe la gioia anche del mio di fidanzato!

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    1. Scusami carissima, sono scomparsa, ho avuto un po' da fare e mi sono persa i tuoi ultimi post...ma mi sono rimessa in paro!!! Grazie mille per avermi citata. E tu fagliela al tuo fidanzato ;)))
      Bacio grande

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    1. Di nulla. Manca anche a me, come tutte le persone preziose e discrete che sembrano non esserci, che non si impongono, quelle dal tocco di piuma, che quando non ci sono più lasciano un vuoto incolmabile. Ti abbraccio...non piangere ora eh!

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  4. ...E non crediate di guidare il corso dell'amore,
    poiche' l'amore, se vi trova degni, guidera' lui il vostro corso...

    Anche Gibran, adesso! Non ho nulla da aggiungere e condivido parola per parola cio' che hai scritto. Sei stata molto dolce a pubblicare questa ricetta per Silvia. Ti abbraccio forte, a presto

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    1. E tu sei sempre molto dolce con me. Anzi, molto dolce a prescindere :))
      Ti abbraccio forte.

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  5. Dolce ricordo per la festa di chi ama, ha amato e amerà sempre...
    Bacio

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    1. Grazie Marina, un abbraccio forte forte.

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  6. no no no e no, san valentino no.. in ogni situazione, mai e poi mai!!! siamo proprio d'accordo su questo!
    però a quella richiesta, anche quella briciolina che ho io di romanticismo sarebbe schizzata fuori!
    bella ricetta Sabì, come sempre.. e come sempre, per me senza salame, grazieeeeeeee

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    1. Ahahaha...prima o poi qualcuno ci manda a quel paese...io me l'aspetto da un momento all'altro e tu?
      Senza salame, senza salame....foto orrenda, ma era ripiena di cicoria....non si vede bene ;))

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  7. Piacere di conoscerti. Ti copio questa ricetta.

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    1. Il piacere è tutto mio Mariabianca. Grazie e benvenuta. Mi fa piacere se copi la ricetta. Ti abbraccio.

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  8. ottima ricetta, e sulle feste comandate la penso esattamente come te infatti io nn ho pubblicato nulla e ieri sera ha preparato tutto mio marito ahahaha buona gg ^_^

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    1. Questa cosa mi piace molto...un uomo ai fornelli....sì sì sì, ci piace proprio tanto!!!! Buona giornata a te ;)) grazie Monia :))

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  9. Ma che ne so Sabina, è un perioduccio. Sono tornata da Roma e mi sono trovata schiacciata tra una marea di roba da evadere e con il blog ho continuato a postare perché avevo ricette pronte ma ho trascurato le amiche. Questa cosa è quella che mi pesa di più. Vorrei avere il tempo di passare sempre a salutare tutti, che frustrazione. LA neve qui c'è ancora ma sta sciogliendosi molto lentamente. E' un freddo che ti spella e la voglia di lavorare pochissima.
    Che bella la tua parentesi amorosa. Delicata e intensa come il ricordo a cui dedichi la ricetta. Ti mando un grande bacio. Pat

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    1. Carissima, sono appena passata da te. Sono scomparsa anch'io e ti capisco...infatti rediviva era riferito a me. Non ho commentato più nessuno e mi sento in colpa quando succede!!!Grazie per i complimenti e mando un grande bacio a te. Sabina

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  10. come non essere d'accordo? che buona questa crescia, parente della piadina! ciao!

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    1. Grazie cara, un abbraccio. A presto

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  11. Un post profondo e intenso, molto coivolgente.

    E la crescia deve essere buonissima...

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    1. Grazie mille Stefania, un abbraccio.

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  12. Avrei potuto scrivere esattamente le tue stesse parole. Ma ho fatto di più...o forse di meno! Non ho comprato neanche il piattino e la tovaglietta abbinata con i cuoricini! E alla cenetta romantica in un ristorantino preferirei di gran lunga una bella cena rustica con la tua crescia ^_^ Un bacio, buona serata

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    1. Grazie cara. Ma sai che non credevo di trovare così tante alleate? Pensavo che questo post sarebbe stato criticatissimo e invece....Concordo anch'io sulla cena rustica :)) Un abbraccio e buona serata anche a te.

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  13. e' un post nostalgico per me. E' un "a,m'arcord" per dirla alla maniera dei frontonesi. Quante volte sono stata interpellata con un "t'arcordi?".Frontone, il castello, la crescia, l'accoglienza.Puoi scrivere quanto vuoi di Frontone ma se non ci vai,se non ci stai, se non ti lasci trasportare dalla loro allegria, operosità, positività ed altro per non parlare della cura del loro habitat sei autorizzato a credere che ogni elogio è un'iperbole. Per me è stato amore a prima vista!
    Ho notizie dirette e recentissime: i disagi sono tanti, e i danni notevoli,nonostanre ciò vorrei essere lì a guadagnarmi il passo tra cumuli neve piuttosto che tra cumuli di spazzatura.
    A proposito stasera ceniamo con la "cresia".
    Marcella

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  14. Allora l'hai fatta. E com'è venuta? Grazie per questo dolce pensiero.
    T'abbraccio
    Sabina

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  15. Sabina,
    Grazie della ricetta e del bellissimo post!!
    Anche io non sono x le feste a comando,ma quando sono una scusa per sgarrare dalla dieta...si!!!!
    Alla fine Tra la neve che ha creato disagi e che ho avuto un sacco da fare non sono ancora riuscita a fare la tua crescia (che sembra fantastica) però visto che sta passando tanto tempo mi sembrava doveroso almeno ringraziarti!! Spero di riuscire a farla questo venerdí!!
    Ps alla fine ho cucinato qualcosa il 13 febbraio..tanti biscottini e un ciobar al mio amore che aveva spalato neve per tutto il pomeriggio!!
    Grazie grazie grazie!!!

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  16. Prego Silvia, ogni promessa....provala quando vuoi, sentirai che buona!!!
    C'è ancora neve da voi?
    Un abbraccio

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  17. Mi spiace dover postare una correzione per dovere di Tradizione:
    la Crescia di Frontone contiene anche l'uovo (infatti la sua colorazione è piuttosto giallastra), non mi risulta invece che contenga il lievito, semmai, le nostre nonne utilizzavano il bicarbonato, come agente lievitante. La cottura della nostra Crescia avviene tassativamente sulla graticola (dopo essere stata "piccata" ossia bucata con la forchetta), sulla brace a fuoco vivo e spennellata con strutto o grasso di maiale, durante la cottura.
    Mi scuserà Sabina, ma non potevo non intervenire in una "tematica" così delicata, come quella della tradizione! un caro saluto a tutte!
    Eleonora

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    1. Salve Eleonora e benvenuta! Non deve scusarsi assolutamente, ci mancherebbe, su questo blog la tradizione è benvenuta. Se mi segue lo saprà. Apprezzo moltissimo la sua precisazione. La ricetta che ho pubblicato è di una cara zia di Frontone, sorella di mio padre, che non è più tra noi. Ne ho anche un'altra della seconda sorella di mio padre che contiene le uova, ma ho preferito pubblicare questa come omaggio a lei. Mio padre ha trascorso la sua infanzia a Frontone e mi ha sempre detto di non bucarla assolutamente nel girarla. E ricorda il panaro. Addirittura mia nonna la cuoceva direttamente sul piano infuocato. Penso che ogni famiglia rimaneggi nel tempo le ricette ed è anche questo il bello della tradizione, non trova? Immagino che lei sia di Frontone...è una meraviglia di paese vero? Io ci capito raramente, i miei più spesso. Nel cimitero ci sono sepolti i miei bisnonni che non ho mai conosciuto e devo dire che è sempre una forte emozione andarli a trovare.
      Un abbraccio e spero a presto. Mi fa molto piacere se continuerà a seguirmi. Siamo perfettamente d'accordo sulla delicatezza della tematica.
      Sabina

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  18. Diciamo che ho scelto Frontone per viverci ... anche se non mi sono spostata di molto (provengo da Petrara...) e attualmente sono Assessore al Turismo e Sport a Frontone, quindi la tradizione prima di tutto!!! sul discorso di non bucarla nel girarla, concordo, ma di solito viene piccata sulla spianatoia, poi messa sulla graticola. Il panaro, sinceramente non l'ho mai incontrato nelle varie indicazioni, è più tradizione umbra... (torta al testo) mentre la crescia cotta o sotto la cenere o sul piano del camino, in quel di Serravalle di Carda (Apecchio), viene chiamata "sciaccia".
    pubblico la mia mail, così possiamo anche rimanere in contatto!
    turismofrontone@mail.com. A presto e buon viaggio a tutte, nell'infinito mondo delle rivisitazioni delle ricette :) !!!!

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    1. E ha fatto un'ottima scelta Eleonora, beata lei! Per quanto ne so io il panaro è di Urbino. Da quando tengo questo blog mi sono accorta che si aprono dispute infinite sulle ricette della tradizione. L'ultima cui ho assistito è sulla taiedda di cozze. Ognuno crede di essere depositario della ricetta originaria e giustamente difende le proprie tradizioni famigliari, perché non dimentichiamo che la tradizione nasce all'interno delle singole famiglie. In molti casi, sulla base della mia esperienza di Personal Chef appassionata di tradizione, non si riesce a mettere il punto. E secondo me, è questo il bello della tradizione. Non sono a mio avviso rivisitazioni, ma interpretazioni improntate comunque alla tradizione, le varie versioni di una ricetta che si tramandano in famiglia. Mi sono imbattuta, facendo ricerche sulla spuma di mortadella, nella ricetta depositata presso la Camera di Commercio di Bologna. In quel caso non si può discutere. La ricetta che trova nel mio blog della spuma di mortadella è una rivisitazione, diverso è il caso della crescia della mia famiglia :))
      Teniamoci in contatto e chissà che un giorno non ci si incontri. Nel frattempo le auguro buon lavoro :))
      Sabina

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grazie per i vostri commenti, mi fanno sempre piacere!